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martedì 10 settembre 2013

Con permesso, io mollo

Sono passati 17 giorni dalla nascita di Giammarco.
È un momento magico che rimane tale anche ammettendo che non è facile. Non lo è fisicamente (da sotto le spalle a sopra le ginocchia mi butterei nella spazzatura) perché il post non è una passeggiata. Ne tantomeno psicologicamente perché al di la del calo di ormoni, tutto ciò che di femminile e sessualmente attraente c'e (c'era?) in me adesso non è al massimo dello splendore (ed è chiaramente un eufemismo) e/o è momentaneamente destinato ad altri usi che scoraggerebbero un playboy in astinenza.
Quindi: inutile stare a dannarmi pensando a quale dieta iniziare, che non comprometta la bontà e la qualità del latte, perché magari perdo due chili ma il piccoletto si riempie di latte acquoso con il risultato che ogni ora e mezza mi si attacca..
Inutile anche tentare di infilarmi quel paio di pantaloni che 'prima' mi stavano abbondanti: adesso mi fermano la circolazione. Prima e dopo non sono due concetti astratti.
Inutile cercare di fare tutto: la passeggiata al parco (fa bene a tutti noi e si sa mai che mi alza il metabolismo e dimagrisco senza dieta?), il giro in centro, la pedicure perché non posso mettermi i sandali conciata così, la festa all'oratorio del maggiore e la cena perfetta. Non me ne viene una giusta.
Tempo, devo darmi tempo.
Non guardarmi le cosce (consistenza, diametro e tonicità) non fare la supermamma e soprattutto non dare a nessuno l'idea che 'va tutto bene, tutto sotto controllo' perché poi ci cado, mi conosco più che bene.
Questo secondo figlio è il figlio della consapevolezza, della maturità, del 'chissenefrega'.
Oh bene.
L'ho detto?
L'ho proprio detto: chissenefrega.
Se non ho le curve a posto (le ho, ma sono un po' spostate), se non arrivo in tutto, se la cena non è li fumante-e-ogni-sera-diversa alle 19.45 sulla tavola ben apparecchiata. Se non ho niente sotto controllo (orrore: a volte penso a dove ho messo un paio di occhiali e non riesco a ricordarmelo) e se arrivo mediamente mezz'ora dopo nella tabella di marcia che mi ero imposta.
Chissenefrega.
Non ho scelta, ho un capo, anzi ne ho due. Entrambi irragionevoli e testardi, entrambi completamente dipendenti da me ed entrambi con l'aspettativa e la pretesa che io molli l'altro per correre da loro.
Quindi marito no, non mi dire due volte 'vai tu in ufficio' perché se trovo il coraggio di mollare queste creature che amo più della mia vita invece che mollare -temporaneamente- tutto il resto..finisce che in ufficio ci rimango anche a dormire!

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